Zucca:
non solo Halloween 


 Da ingrediente povero a regina della tavola. Da pietanza contadina a protagonista di fiere e appuntamenti gastronomici. Da elemento decorativo a icona culturale. La zucca, come direbbe Cenerentola, si è trasformata in «carrozza» percorrendo, negli ultimi anni, un brillante percorso di riscoperta e valorizzazione.


Ci sono molti modi in cui la natura esprime la sua bellezza: la zucca è uno di questi.

È un ortaggio resistente, rustico e di produzione generosa, che non richiede troppe attenzioni se non di essere ben innaffiata. Si raccoglie in autunno e può durare per mesi, fattore che l’ha sempre resa, nella cultura contadina, una delle fonti caloriche per affrontare l’inverno. Una volta seccata, la sua dura scorza può diventare un contenitore capiente. Prova ne è il termine piemontese «Lapacuse», con cui venivano indicati gli abitanti di Piozzo, oggi meta di una delle fiere più importanti in Italia dedicate alla zucca, che si tiene proprio in ottobre. Il termine – che si trova con alcune varianti anche in altri dialetti – indicava i «lappatori di zucca» (la cusa), perché erano soliti trasformare le zucche in borracce per dissetarsi durante il lavoro in campagna.

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I colori, i profumi, i sapori dell’Astigiano, del Roero e Monferrato, delle Langhe. Questo il claim della campagna che Duchessa Lia ha lanciato sui principali mezzi di informazione: carta stampata, Tv e radio. Il vino – di fatto – è una porta sulla meraviglia del suo territorio d’origine e proprio tramite colori, profumi e sapori conduce a scoprire la terra dove nasce. Abbiamo così deciso di dedicare ai colori, ai profumi e ai sapori del vino gli articoli che usciranno sul nostro Blog, per raccontare in modo semplice e diretto la capacità del vino di trasportarci in un itinerario sensoriale senza eguali. Dopo aver parlato di colori e profumi del vino (puoi trovare i nostri post sul Blog), proseguiamo con i sapori che si legano al vino piemontese, cominciando da alcuni piatti e ingredienti simbolo della nostra Regione.

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Dunque, dicevano: la zucca?

In natura, esistono oltre 500 varietà di zucca, che fanno riferimento a 15 grandi famiglie di cucurbitacee, di cui solo 5 sono commestibili: la zucca da orto o zucchino (cucurbita pepo), la zucca gigante (cucurbita maxima, a cui appartengono la maggior parte delle varietà di zucche che conosciamo), la zucca muschiata (cucurbita moschata), la zucca del Siam (cucurbita ficifolia) e l’ayote (cucurbita argyrosperma). Le altre 455 varietà, veramente meravigliose per forma, superficie e colore (esistono zucche viola, blu, screziate, bitorzolute, a forma di fungo e di papera) sono per lo più decorative.

Anche le famose zucche di Halloween, quelle dalla classica forma a coste arancioni, non si possono mangiare: forse proprio per questo sono diventate oggetto di intagli artistici. La tradizione, infatti, voleva che ad essere scavata fosse una rapa, quella utilizzata nella celebre leggenda Jack-o'-lantern, di origine irlandese. Si racconta che il protagonista pose un tizzone all’interno di una rapa a mo’ di lanterna perché la sua anima, condannata per dissolutezza, fu costretta a vagare nel buio eterno. Gli irlandesi, giunti negli Stati Uniti, trovarono che le zucche del posto fossero molto più morbide, spettacolari e facili da intagliare delle rape, e modificarono la leggenda dando vita ad una nuova tradizione.

LA FAMIGLIA DELLE ZUCCHE COMMESTIBILI

Oggi le zucche ornamentali sono diventate l’icona stessa di Halloween, ma quelle commestibili, nel frattempo, hanno conquistato le tavole dell’autunno. Tra le zucche più apprezzate c’è la mitica Hokkaido, la zucca di origini giapponesi, davvero squisita e pratica: farinosa, asciutta e altamente malleabile esprime un ottimo gusto di castagna e può essere mangiata (una volta cotta) con la buccia! È adatta a crostate, purè, gnocchi purché se ne apprezzi l’aroma dominante.

La classica Mantovana, dalla forma a fungo e la buccia verdastra, è la regina del tortello. Perfetta come sfizioso contorno per pietanze saporite è adatta per i ripieni, le marmellate e i dolci.

Ci sono poi la Delica (profumata e asciutta), la Marina di Chioggia (bitorzoluta e dal sapore intenso), la Butternut (a forma di pera, perfetta da fare al forno), la Lunga di Napoli (adatta a qualsiasi ricetta), la Trombetta d’Albenga (allungata e ritorta, perfetta da spadellare) e la stranissima Zucca Spaghetti (al cui interno la polpa giallo chiara è composta di lunghe fibre longitudinali che, una volta cotte, assomigliano agli spaghetti). All’interno della famiglia delle zucche commestibili ci sono molte varietà, ma lasciate che, con una certa dose di orgoglio, citiamo ancora il capolavoro dell’agricoltura piemontese: è la Zucca di Piozzo, versione in miniatura delle classiche zucche di Halloween. Croccante e soda, è il non plus ultra per i risotti (in cottura si trasforma in una crema deliziosa) anche perché le sue dimensioni, circa 500 grammi, rappresentano la dose perfetta per 4 persone.


La fiera della Zucca di Piozzo| Ph.Credits Proloco


Per concludere questa carrellata, vogliamo suggerirvi una ricetta. La nostra preferita è 100% piemontese: una vellutata di Zucca di Piozzo con briciole di Salsiccia di Bra. La preparazione è talmente semplice da essere ovvia: la zucca deve cuocere una ventina di minuti prima di essere frullata. Fate rosolare a parte tocchetti di Salsiccia di Bra e uniteli ai piatti quando li servite in tavola. Una rara delizia.

Come accompagnamento non possiamo che consigliare il Dolcetto d’Alba Doc Duchessa Lia che, per altro, si abbina perfettamente a qualsiasi piatto a base di zucca. Il sapore delicatamente vinoso con un finale ammandorlato completa la dolcezza della zucca e l’avvolgenza dei tannini invita a un nuovo bicchiere!


La Fiera della Zucca di Piozzo| Ph.Credits Proloco


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