Acqui Terme

LA BOLLENTE


Nel post precedente vi abbiamo portato alla scoperta delle colline dell’Acquese. Oggi ci portiamo al centro di questo territorio parlando della capitale: Acqui Terme, anche conosciuta come «La Bollente».


Acqui Terme sorge sulla sponda sinistra del fiume Bormida, non distante dal confine sud-orientale tra il Piemonte e la Liguria, nel cuore dell’Alto Monferrato. Nell’antichità fu possesso dei Liguri Statielli, una popolazione di probabili origini celtiche. Quando i Romani la conquistarono, nel 172 a.C., le diedero un nuovo nome, da cui già trapelava la vocazione termale che la città avrebbe avuto lungo tutta la sua storia: Aquae Statiellae.

Acqui nasce come città di conquista, centro strategico sulle principali vie di comunicazione tra la pianura e il mare. Da Acqui passava la celebre Via Aemilia Scauri, strada voluta dal censore Marco Emilio Scauro nel 109 a.C. per collegare Tortona a Vado Ligure, senza dover passare dalla Lunigiana, all’epoca una enorme e impraticabile palude costiera. Ma nacque anche come importante centro termale, luogo benedetto dall’affioramento di acque calde e sorgenti limpide provenienti dal sottosuolo appenninico. I Latini, profondi amanti dei “bagni pubblici”, non tardarono a sfruttare la geotermia di Acqui. Imbrigliarono la sua fonte calda, che sgorgava proprio al centro dell’abitato (la famosa «Bollente») e la fecero confluire insieme alle fresche acque dell’Erro in un ampio complesso termale di età imperiale. Ancora oggi, appena fuori dal centro abitato, si può ammirare l’acquedotto costruito dai Romani nel I secolo a.C., straordinaria opera idraulica che conduceva in città le acque del torrente Erro. Tra le vestigia romane merita anche il sito della piscina romana che veniva usata come calidarium (una specie di bagno turco), emersa dagli scavi di corso Bagni, non distante da piazza Italia.

Sebbene le invasioni barbariche oscurarono la fama termale di Acqui, questa non fu certo dimenticata. Rifiorì nel medioevo e, tra alterne fortune, giunse fino a noi. Oggi è possibile frequentare le terme di Acqui in due zone distinte, sulle sponde opposte del fiume Bormida. Alla destra del Bormida sorgono le Antiche Terme, di origine secentesca, oggi all’interno dello Stabilimento Regina. Le altre, dette Nuove Terme, sono alimentate direttamente dalla Bollente e si trovano sulla sinistra del fiume, in un complesso di fine Ottocento (la Spa Lago delle Sorgenti).


Acqui fu un importante centro termale fin dall'epoca romana,
rinomata tanto per le sue acque calde e sulfuree quanto per quelle fresche e cristalline, nate dall'Appennino


LA BOLLENTE E IL CENTRO MEDIEVALE

La fama di Acqui è dunque legata alla sua fonte, «la Bollente», che sgorga nel centro storico della città ad una temperatura superiore ai 70°C ed ha il tipico odore delle acque sulfuree. Attorno alla sorgente è stata costruita un’edicola ottagonale in marmo, risalente al 1870. Dalla piazza della Bollente si dipartono strette e ripide vie che delineano il cosiddetto Borgo Pisterna, nucleo medievale in declivio sul colle che domina Acqui. Una visita al Borgo dovrebbe includere il Castello dei Paleologhi, originario dell’XI secolo, oggi sede del Civico Museo Archeologico, ricco di testimonianze legate al periodo romano.

Scendendo per la città bassa, si incontra il Duomo di Acqui, la Cattedrale di Santa Maria Assunta. L’edificio è antichissimo, risale addirittura al XI secolo, e la sua consacrazione si deve al vescovo Guido, il santo patrono della città. Altro importante edificio religioso è la Basilica di San Pietro, sita in piazza dell’Addolorata. Di origini paleocristiane, fu ricostruita in uno splendido stile romanico tra il X e XI secolo.

Tra gli altri edifici di interesse storico ci sono il Palazzo Vescovile, dalle belle forme rinascimentali, il Palazzo del Comune e l'antico Ospedale di Santa Maria Maggiore, ma il bello del centro storico di Acqui è perdersi nelle sue viuzze tortuose e nelle piazze solatie, dove l’eleganza dei palazzi piemontesi trasuda un glorioso passato romano, antichissimo eppure ancora percepibile.

La visita di Acqui può concludersi alla Villa Ottolenghi, poco più a nord del centro abitato. Una sontuosa dimora degli anni venti in cui i committenti, Arturo B. Ottolenghi ed Herta Von Wedekind, fusero architettura, scultura e pittura delle prime avanguardie europee, creando un’opera d’arte totale che oggi è un resort di lusso, e una prestigiosa location per eventi.


La famosa fonte termale di Acqui Terme, la Bollente


IL VINO DI ACQUI TERME

La visita di Acqui Terme non può che essere accompagnata dal suo vino più celebre: il Brachetto d’Acqui Docg. Duchessa Lia lo produce da uve brachetto coltivate sulle colline attorno alla Bollente. Colore rosso rubino brillante, profilo aromatico inconfondibile e una bolla delicatissima data dalla spumantizzazione. Il Brachetto d’Acqui Docg Duchessa Lia è fine, elegante, piacevolmente zuccherino, mai stucchevole. Nelle giornate più calde, il nostro consiglio è di berlo molto fresco, oppure di miscelarlo con succhi di frutta per ottenere drink profumati e dissetanti.


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