Colline del Barbaresco, il giardino delle Langhe

Colline del Barbaresco, il giardino delle Langhe


COLLINE DEL BARBARESCO,
IL GIARDINO DELLE LANGHE


Panorama di Barbaresco e delle sue meravigliose colline

I vigneti della zona di Barbaresco sono simili a giardini curati in maniera meticolosa.

I filari si distendono paralleli alle pendenze, seguendo la forma sinuosa delle colline, spesso ripide e appuntite, che a volte precipitano sul fiume Tanaro formando incredibili dirupi. Di tanto in tanto, una capezzagna bianca taglia questa perfezione geometrica dall’alto verso il basso, disegnando una meravigliosa scacchiera naturale che strappa sempre un sospiro d’ammirazione.

LA DENOMINAZIONE

La denominazione Barbaresco si estende sulle colline delle Langhe nord-orientali, pochi chilometri a Est di Alba, al confine esatto con le prime dorsali del Monferrato, che qui prendono il nome di «Langa Astigiana». È una denominazione assai piccola in verità, perché comprende soltanto tre comuni – Neive, Treiso e l’omonimo paese di Barbaresco – a cui si aggiunge la piccola frazione di San Rocco Seno d’Elvio che, amministrativamente, fa parte di Alba. Il che, rende il Barbaresco l’unica Docg a poter essere prodotta all’interno dei confini della «Città del Tartufo».

Osservando il territorio su di una cartina, la denominazione prende la forma di una «C» con gli apici leggermente rivolti a meridione. Partendo dal basso, si incontrano la frazione di San Rocco, Treiso, Barbaresco (al centro) e Neive.

Peculiarità della zona è la vicinanza al fiume Tanaro. Lungo la «schiena» occidentale del comprensorio scorre infatti il principale corso d’acqua delle Langhe, la cui valle è scavata proprio a ridosso delle colline del Barbaresco. Il Tanaro non solo influisce sul microclima – rendendolo fresco e umido d’estate e leggermente più temperato d’inverno – ma disegna un paesaggio inedito per queste zone. Le colline, a volte, si affacciano lungo il corso d’acqua, svelando panorami di rara bellezza e, spesso, in prossimità del letto del fiume formano veri precipizi, spaccature della terra che prendono il nome di «Rocche».

VOCAZIONE NEBBIOLO

Le colline del Barbaresco sono intensamente vitate e hanno spinto il bosco nelle aree marginali: verso il corso del fiume Tanaro, nei dintorni dei ripidi pendii delle Rocche e a Sud di Treiso, lungo la valle del torrente Tinella, che non solo disegna il confine meridionale della denominazione, ma porta verso le colline dell’Alta Langa, ancora ricoperte di fitte foreste.

Principe indiscusso dei vitigni è il Nebbiolo, indubbiamente la varietà più coltivata, da cui si ottiene, in purezza (ovvero 100%), il Barbaresco Docg. Qui e là resistono vigneti di Dolcetto e Moscato, anche se ormai in porzioni sempre più minoritarie. Il Nebbiolo si è adattato perfettamente ai suoli di quest’area, che rappresentano la tipica formazione geologica delle Langhe dei grandissimi vini: marne calcaree grigiastre con presenza di argilla e sabbia, assai povere in sostanza organica, ma ricche di magnesio e calcio. La “povertà” dei terreni è in realtà una benedizione, le radici del Nebbiolo scavano in profondità per raggiungere l’acqua e i microelementi di cui hanno bisogno, concentrando nei grappoli zuccheri e aromi. Un continuo “stress” che lega in maniera indelebile la pianta al terreno dove viene messa a dimora, costituendo la base del carattere unico – e inimitabile – del Barbaresco.

Il fiume Tanaro lambisce le colline di Barbaresco che (come si vede in foto) sono delimitate da un bosco costiero


IL BARBARESCO DOCG DUCHESSA LIA

Il Barbaresco viene considerato un vino profondo e complesso: ed è vero. Viene spesso accostato al Barolo quando si parla dei rossi più importanti e prestigiosi delle Langhe, da occasioni importanti. Anche questo è indubbio. Tuttavia, al contrario del Barolo, possiede un’anima conviviale più spiccata, una personalità più “giocosa”. È probabile che la vicinanza con il fiume Tanaro e i suoli certamente più sabbiosi di quelli delle Langhe occidentali, gli conferiscano una piacevolezza che il Barolo compensa con una certa austerità. Un’eleganza di struttura e di profumi che nel Barbaresco Docg Duchessa Lia si esprimono in un vino poliedrico, capace di affascinare per le delicate note vinose e speziate, che ricordano la frutta sotto spirito, i lamponi, le fragoline di bosco. Il tutto, avvolto da un tannino presente ma morbido e vellutato, che accompagna gradevolmente ogni sorso e fa del Barbaresco un ottimo compagno di arrosti, tagliate di carne rossa, brasati, grigliate, formaggi di media e lunga stagionatura. Ma il Barbaresco Docg Duchessa Lia è ottimo anche per accompagnare un risotto, una buona pasta al ragù, oppure (per valorizzare appieno il suo carattere non troppo impegnativo) può essere degustato con gli amici, accompagnato da una buona battuta di Fassona al coltello, un’insalata russa o qualche fettina di carne all’Albese.


SCOPRI IL BARBARESCO DOCG DUCHESSA LIA
E I SUOI ABBINAMENTI

 

Scopri la carta dei vini Duchessa Lia sul sito www.duchessalia.it
Seguici su    utilizzando l'hashtag 
#makeyourdaynoble


DUCHESSA LIA s.r.l. - Corso Piave, 140
12058 Santo Stefano Belbo (Cn) Italia
Tel. (+39) 0141843006 • Fax (+39) 0141843929
info@duchessalia.it